Roberto Mantovani http://www.robertomantovani.com promoter musicale, produttore discografico e imprenditore Thu, 20 Jul 2017 06:03:38 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.8.1 Diario di viaggio: l’arrivo a M’Hamid El Ghizlane (محاميد الغزلان) http://www.robertomantovani.com/diario-di-viaggio-larrivo-a-mhamid-el-ghizlane-%d9%85%d8%ad%d8%a7%d9%85%d9%8a%d8%af-%d8%a7%d9%84%d8%ba%d8%b2%d9%84%d8%a7%d9%86/ Sun, 09 Aug 2015 10:10:17 +0000 http://www.robertomantovani.com/?p=3301 Non ho parole per descrivere la bellezza del viaggio da Marrakech a M’Hamid. Gli occhi non si abituavano ad un tipo di paesaggio, che alla curva seguente venivi catapultato in un altro ambiente.             Sono passato tra rocce erose dal vento, deserti di pietra, foreste di palme e dune di sabbia. Un itinerario durato 7 ore e mezza, con una breve sosta per il pranzo a Ouzarzate, che mi ha portato dove inizia il deserto del Sahara a soli 30km dall’Algeria. Ho trovato alloggia in un’altra kashba, con una splendida piscina coperta illuminata esclusivamente dalla luce filtrata della cupola decorata. Un posto molto rilassante dove l’acqua ha il profumo delle rose. Il complesso è in mezzo alle dune, qui tutto è rovente, il suolo ed i muri, ma non si suda. Il clima è secco, ma piacevole. Ogni tanto si ascolta in lontananza la preghiera da un minareto probabilmente situato nel paese vicino.       L’ospitalità dei gestori del posto è sempre incredibile: si mettono completamente a tua disposizione, affinché il soggiorno possa essere indimenticabile. Oggi mi aspetta una gita in 4×4 nelle dune, per vedere il tramonto sul deserto che tutti dicono essere molto affascinante.  Vi racconterò prossimamente […]

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Non ho parole per descrivere la bellezza del viaggio da Marrakech a M’Hamid. Gli occhi non si abituavano ad un tipo di paesaggio, che alla curva seguente venivi catapultato in un altro ambiente. 

   
    
 
Sono passato tra rocce erose dal vento, deserti di pietra, foreste di palme e dune di sabbia. Un itinerario durato 7 ore e mezza, con una breve sosta per il pranzo a Ouzarzate, che mi ha portato dove inizia il deserto del Sahara a soli 30km dall’Algeria.

Ho trovato alloggia in un’altra kashba, con una splendida piscina coperta illuminata esclusivamente dalla luce filtrata della cupola decorata. Un posto molto rilassante dove l’acqua ha il profumo delle rose. Il complesso è in mezzo alle dune, qui tutto è rovente, il suolo ed i muri, ma non si suda. Il clima è secco, ma piacevole. Ogni tanto si ascolta in lontananza la preghiera da un minareto probabilmente situato nel paese vicino.

   
 
L’ospitalità dei gestori del posto è sempre incredibile: si mettono completamente a tua disposizione, affinché il soggiorno possa essere indimenticabile. Oggi mi aspetta una gita in 4×4 nelle dune, per vedere il tramonto sul deserto che tutti dicono essere molto affascinante.  Vi racconterò prossimamente la mia esperienza.
  
Stano ma vero, qui prende il cellulare, ma la connettività è solo in GPRS. Fortunatamente la kashba offre la connettività Wi-Fi nelle aree comuni, per cui posso collegarmi di tanto in tanto con il mac book o con i miei telefoni.

Vi consiglio di fare questa esperienza perché è davvero suggestiva, il Marocco è grande e offre tantissime possibilità per le vostre vacanze.

 

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Diario di viaggio: l’arrivo a Marrakech http://www.robertomantovani.com/diario-di-viaggio-larrivo-a-marrakech/ Thu, 06 Aug 2015 10:52:02 +0000 http://www.robertomantovani.com/?p=3274 Un viaggio durato quasi 13 ore per arrivare a Marrekech. Una levataccia iniziata alle 5 del mattino per raggiungere in tempo Algeciras per il traghetto con Baleria, per poi riprendere il cammino da Tangeri, passando per Casablanca e Rabat, fino ad arrivare nella città rossa.              Ho scelto un resort alle porte della “Palmerie” di Marrakech per iniziare questo mio viaggio nel Sahara. L’hotel si chiama “Kashba Le Mirage” ed è appunto una cittadella vera e propria, con larghi pati e spazi verdi. Qui mi fermerò fino a sabato per riposare alcuni giorni per poi riprendere il mio viaggio fino al deserto.                       La mia prima cena è stata a base di omelette al formaggio ed insalata marocchina. Successivamente sono andato a letto perché ero molto stanco dal viaggio.         Catullo se la sta passando alla grande! In un Paese come il Marocco è molto raro vedere un cane delle sue dimensioni, quindi tutte le persone sono incuriosite quando hanno a che fare con lui. È amato da tutti ed è coccolato anche dal personale dell’hotel.  Oggi mi aspetta una gita in quad e poi penso che prenderò il sole in piscina.  […]

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Un viaggio durato quasi 13 ore per arrivare a Marrekech. Una levataccia iniziata alle 5 del mattino per raggiungere in tempo Algeciras per il traghetto con Baleria, per poi riprendere il cammino da Tangeri, passando per Casablanca e Rabat, fino ad arrivare nella città rossa. 

   
    
  

Ho scelto un resort alle porte della “Palmerie” di Marrakech per iniziare questo mio viaggio nel Sahara. L’hotel si chiama “Kashba Le Mirage” ed è appunto una cittadella vera e propria, con larghi pati e spazi verdi. Qui mi fermerò fino a sabato per riposare alcuni giorni per poi riprendere il mio viaggio fino al deserto.

   
    
    
    
  

La mia prima cena è stata a base di omelette al formaggio ed insalata marocchina. Successivamente sono andato a letto perché ero molto stanco dal viaggio.  

   
 

Catullo se la sta passando alla grande! In un Paese come il Marocco è molto raro vedere un cane delle sue dimensioni, quindi tutte le persone sono incuriosite quando hanno a che fare con lui. È amato da tutti ed è coccolato anche dal personale dell’hotel. 

Oggi mi aspetta una gita in quad e poi penso che prenderò il sole in piscina. 

  
Inizia ufficialmente la mia vacanza. 

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Un nuovo viaggio in Marocco, alla scoperta del Sahara http://www.robertomantovani.com/un-nuovo-viaggio-in-marocco-alla-scoperta-del-sahara/ Tue, 04 Aug 2015 22:16:53 +0000 http://www.robertomantovani.com/?p=3267 Sono innamorato del Marocco, penso che mi trasferirò da quelle parti quando andrò in pensione. Sarà per il clima, sarà per il territorio, ma è da circa otto anni che è diventato per me una fissazione. Non faccio in tempo a tornare da un viaggio che mi viene voglia di ritornarci. Ho deciso di prendermi dieci giorni di vacanza e di fare un’escursione fino al Sahara. Sinceramente in ufficio le cose vanno a gonfie vele, abbiamo ben 15 promozioni attive quest’estate tra Italia e Spagna ed il mio staff è attento e preparato per cavarsela. D’altronde ho bisogno pure io di riposarmi ogni tanto! Credo che voi non sappiate quanto lavori io in una giornata, perché spesso mi viene detto «beato te che vai in piscina!» oppure «sei fortunato perché te la spassi sempre!». Beh sì, beato me! Perché quello che ho, me lo sudo quotidianamente! Mi alzo ogni mattina alle 6 per portare a passeggio i miei cani e successivamente mi metto ad organizzare il lavoro. Seguo il mio personale e non stacco dall’ufficio fino alle 18.00. Questo dal lunedì al venerdì! Inoltre quando esco dall’ufficio mi chiamano un sacco di persone al telefono e mi ritrovo spesso a […]

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Sono innamorato del Marocco, penso che mi trasferirò da quelle parti quando andrò in pensione. Sarà per il clima, sarà per il territorio, ma è da circa otto anni che è diventato per me una fissazione. Non faccio in tempo a tornare da un viaggio che mi viene voglia di ritornarci.

Ho deciso di prendermi dieci giorni di vacanza e di fare un’escursione fino al Sahara. Sinceramente in ufficio le cose vanno a gonfie vele, abbiamo ben 15 promozioni attive quest’estate tra Italia e Spagna ed il mio staff è attento e preparato per cavarsela. D’altronde ho bisogno pure io di riposarmi ogni tanto!
Credo che voi non sappiate quanto lavori io in una giornata, perché spesso mi viene detto «beato te che vai in piscina!» oppure «sei fortunato perché te la spassi sempre!». Beh sì, beato me! Perché quello che ho, me lo sudo quotidianamente!
Mi alzo ogni mattina alle 6 per portare a passeggio i miei cani e successivamente mi metto ad organizzare il lavoro. Seguo il mio personale e non stacco dall’ufficio fino alle 18.00. Questo dal lunedì al venerdì! Inoltre quando esco dall’ufficio mi chiamano un sacco di persone al telefono e mi ritrovo spesso a finire di lavorare alle 22.00. È un moto perpetuo che tutti i giorni mi accompagna, senza mai fermarmi. Il mio successo lavorativo degli ultimi anni è dovuto a questo, semplicemente mi applico. Se dedico un’ora della mia giornata per fare un tuffo in piscina, penso che sia un mio diritto, perché ogni cosa che ho, compresa la piscina, me la guadagno.

Una foto pubblicata da Roberto Mantovani (@robmantovani) in data:




Comunque adesso è arrivato il tempo di abbandonare la pace domestica, perché ho deciso di farmi un regalo che desidero da anni: raggiungere il deserto del Sahara.

Domani mi imbarcherò da Algeciras per raggiungere Tangeri e da li proseguirò fino a Marrakech. Nella città rossa mi aspetta un Resort con spa per rigenerarmi alcuni giorni. Durante il weekend raggiungerò M’Hamid El Ghizlane, l’ultima cittadina della provincia di Zagora alla porte del deserto del Sahara, a pochi chilometri dal confine con l’Algeria. Anche in questa meta mi aspetta un bel resort ai piedi delle dune, dove potrò riposarmi e fare finalmente qualche escursione con i berberi. La prossima settimana risalirò a Marrakech e poi verso Tangeri dove il 14 prenderò il traghetto per tornare in Spagna. Un viaggio di 1200 km per tratta, quindi di circa 2400 km nel complesso.

Mancano poche ore alla partenza, devo proprio salutarvi!
Vi invito a seguirmi sulla mia pagina Facebook e su Instagram, dove pubblicherò sicuramente molte foto e video del viaggio.

A presto! 😉

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#31YEARS (Trenta + Uno) http://www.robertomantovani.com/31years-trenta-uno/ http://www.robertomantovani.com/31years-trenta-uno/#comments Thu, 21 May 2015 22:02:17 +0000 http://www.robertomantovani.com/?p=3161 Carissimi Amici, Oggi è il mio compleanno, inutile nasconderlo ma ho superato la soglia dei 30 per l’ esattezza oggi compio 31! In un anno non sono cambiate tante cose, direi che la mia vita è rimasta quasi invariata. Ho migliorato la qualità del mio lavoro e sono cresciuto professionalmente, mi sono buttato su nuove produzioni musicali in Spagna ed ho allargato il campo d’azione delle mie aziende.  Sono cresciuto anche interiormente, ho scelto di diventare vegetariano e questo ha giovato alla mia salute, per la prima volta nella mia vita sono riuscito ad avere degli esami del sangue splendidi. Tra l’altro da più di un mese ho preso un nuovo personal trainer, si chiama Antonio e mi fa sgobbare due volte alla settimana. Mi stupisce tantissimo vedere come miglioro nell’attività fisica, la prima settimana riuscivo a fare al massimo dieci addominali, adesso invece arrivo a 50 di fila senza fermarmi. [bra_divider height=’10’] Una foto pubblicata da Roberto Mantovani (@robmantovani) in data: 20 Mag 2015 alle ore 23:41 PDT [bra_divider height=’10’] Direi che in un anno ho migliorato la qualità della mia vita, mantenendo i privilegi che ho ottenuto lottando per anni. Mi guardo indietro e vedo una vita piena […]

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Carissimi Amici,

Oggi è il mio compleanno, inutile nasconderlo ma ho superato la soglia dei 30 per l’ esattezza oggi compio 31!
In un anno non sono cambiate tante cose, direi che la mia vita è rimasta quasi invariata. Ho migliorato la qualità del mio lavoro e sono cresciuto professionalmente, mi sono buttato su nuove produzioni musicali in Spagna ed ho allargato il campo d’azione delle mie aziende.  Sono cresciuto anche interiormente, ho scelto di diventare vegetariano e questo ha giovato alla mia salute, per la prima volta nella mia vita sono riuscito ad avere degli esami del sangue splendidi. Tra l’altro da più di un mese ho preso un nuovo personal trainer, si chiama Antonio e mi fa sgobbare due volte alla settimana. Mi stupisce tantissimo vedere come miglioro nell’attività fisica, la prima settimana riuscivo a fare al massimo dieci addominali, adesso invece arrivo a 50 di fila senza fermarmi.

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Una foto pubblicata da Roberto Mantovani (@robmantovani) in data:

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Direi che in un anno ho migliorato la qualità della mia vita, mantenendo i privilegi che ho ottenuto lottando per anni. Mi guardo indietro e vedo una vita piena di impegni e sfide, ma se li paragono a quello che ho ottenuto in questi anni, non sono solo che biechi ricordi sbiaditi.

Come sarà la mia giornata? Come tutte le altre. Andrò in ufficio e soprattutto alle 18.00 sarò in diretta su Onda Litoral Torremolinos. Sintonizzatevi, mi raccomando!

Il bello verrà domani, perché alle 16.00 inizierà la prima edizione del Mantovani Party!
Domani si festeggeranno i miei 12 anni di carriera, il mio compleanno ed i grandi successi lavorativi degli ultimi anni.

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Una foto pubblicata da Roberto Mantovani (@robmantovani) in data:

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Come saprete, da qualche anno ho lanciato una tradizione. Collezioni gli auguri direttamente sul sito, mi piace pensare che questi ricordi rimangano indelebili nel tempo, quindi ti invito a scriverli su questa pagina se ti fa piacere! Guarda le pagine dei 29 anni e dei 30 anni.

Vi abbraccio tutti e vi ringrazio sempre per tutto l’affetto che mi date!

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http://www.robertomantovani.com/31years-trenta-uno/feed/ 93
Il tempo passa (per noi) http://www.robertomantovani.com/il-tempo-passa-per-noi/ Thu, 21 May 2015 12:48:53 +0000 http://www.robertomantovani.com/?p=3153 Come diceva il proverbio? Il tempo è galantuomo?! Infatti il tempo passa per tutti, su di me lo vedo con l’aumento dei capelli bianchi. Non che sia una novità, mi spuntano ciuffi di capelli bianchi da quando avevo vent’anni, adesso che sto per superare i trenta ho praticamente un mix sale/pape unico. Non che mi dispiaccia, è solo una constatazione, ma i capelli bianchi credo che alla fine segnino un percorso di vita, forse frenetica. [bra_divider height=’15’] Smile 😀 Una foto pubblicata da Roberto Mantovani (@robmantovani) in data: 19 Mag 2015 alle ore 23:57 PDT [bra_divider height=’15’] I miei capelli bianchi sono una scelta di stile, ormai mi contraddistinguono. Qualche anno fa mi feci fare una tinta nera, una cosa terrificante, sembrava che mi avessero colorato i capelli con l’Uniposca. Perché diciamolo tranquillamente, l’uomo tinto si nota subito. Le donne possono farsi qualsiasi colore e sembra naturale, ma i capelli tinti su un uomo non hanno mai niente di genuino. Ti tingi e vieni fuori una schifezza, colori improbabili con tonalità assurde con la lucentezza dei capelli degli uomini Lego. Negli ultimi anni sono diventato un drogato del capello corto, lo trovo pratico e non devo nemmeno perdere tempo ad asciugarmi la […]

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Come diceva il proverbio? Il tempo è galantuomo?!
Infatti il tempo passa per tutti, su di me lo vedo con l’aumento dei capelli bianchi. Non che sia una novità, mi spuntano ciuffi di capelli bianchi da quando avevo vent’anni, adesso che sto per superare i trenta ho praticamente un mix sale/pape unico. Non che mi dispiaccia, è solo una constatazione, ma i capelli bianchi credo che alla fine segnino un percorso di vita, forse frenetica.

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Smile 😀

Una foto pubblicata da Roberto Mantovani (@robmantovani) in data:

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I miei capelli bianchi sono una scelta di stile, ormai mi contraddistinguono. Qualche anno fa mi feci fare una tinta nera, una cosa terrificante, sembrava che mi avessero colorato i capelli con l’Uniposca. Perché diciamolo tranquillamente, l’uomo tinto si nota subito. Le donne possono farsi qualsiasi colore e sembra naturale, ma i capelli tinti su un uomo non hanno mai niente di genuino. Ti tingi e vieni fuori una schifezza, colori improbabili con tonalità assurde con la lucentezza dei capelli degli uomini Lego. Negli ultimi anni sono diventato un drogato del capello corto, lo trovo pratico e non devo nemmeno perdere tempo ad asciugarmi la testa. Sono talmente cretino che mi rado la testa e poi vado a prendere il sole in piscina, così da beccarmi spesso l’insolazione in testa e nel delirio sparare più minchiate. La verità è che sono un perfezionista del lavoro ma anche un facilone, talvolta prendo le cose troppo alla leggera. Comunque sia, cretino o no, domani compio 31 anni. Ho 31 anni, cavolo, e dove sto andando? Io che sono composto dal 90% di Ego e dal 10% di materia organica. Sono nell’età dove tutti i coetanei figliano, sfornano figli che è una meraviglia. A mitragliatrice. Oggi ne nasce uno, dopo un anno il fratello. È risaputo che non mi piacciono i bambini, quindi è una cosa che non fa per me. Sono scelte. Non è questione di responsabilità, ma di voglia e di pazienza.

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Una foto pubblicata da Roberto Mantovani (@robmantovani) in data:

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Una volta ero molto più nostalgico di oggi. Credo perchè in quei momenti la mia vita non mi soddisfaceva e cercavo nel mio passato i miei momenti migliori. Ho una cartella con l’etichetta gialla sul desktop, piena di testi, foto e ricordi. Una volta la aprivo spesso, per fare qualche tuffo verso il Roberto di 6 anni fa. Da qualche tempo non mi interessa più, perché ho costruito una vita migliore di quella che avevo.

Oggi sto scoprendo amici in luoghi e posti che non avrei mai immaginato. Sarà il segno dei tempi che cambiano.
Ho organizzato una festa di compleanno sulla spiaggia come non se ne sono mai viste, si celebreranno i miei 31 anni, i miei 12 anni nella discografia e tutti i successi di questa nuova vita spagnola che in soli 5 anni mi ha cambiato e mi ha migliorato.

Ci vediamo sabato alle 16.00! Visita www.mantovani.paty 

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Prima di partire per un lungo viaggio… http://www.robertomantovani.com/prima-di-partire-per-un-lungo-viaggio/ Thu, 02 Apr 2015 09:58:26 +0000 http://www.robertomantovani.info/?p=2976 Una nuova avventura che sancisce anche il mio ritorno in Africa. Dopo un anno d’assenza, per mille questioni che non sto nemmeno a raccontarvi, sono riuscito ad organizzare un viaggio degno di nota, che parte da Málaga, passa per Tangeri ed arriva a Marrakech, dunque alle porte del deserto del Sahara.     Non torno a Marrakech dal 2009. È una città che mi ha affascinato, a livello culturale e gastronomico, e quindi ho deciso di tornarci per rivivere le esperienze che hanno preceduto io mio trasferimento in Spagna. Il viaggio sarà lungo e complesso, perché non mi piace fare le cose troppo semplici e banali. Ho deciso questa volta di partire senza auto, mi sono imbarcato ad Algeciras (dove ho lasciato l’automobile nel parcheggio del porto) per arrivare a Tangeri. Dal porto di Tanger Med noleggerò un auto ed inizierò così il mio “viaggio on the road”. Le mete? Tangeri, Larache, Rabat, Casablanca e Marrakech. Prevedo di arrivare alla città rossa in nottata, dove mi aspetta un esclusivo Rihad di lusso nella medina. Dopo ore ed ore di viaggio, ci vogliono tutti i confort per riprendersi, anche l’hamman.    La particolarità di questo viaggio e soprattutto data dal “bagaglio […]

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Una nuova avventura che sancisce anche il mio ritorno in Africa. Dopo un anno d’assenza, per mille questioni che non sto nemmeno a raccontarvi, sono riuscito ad organizzare un viaggio degno di nota, che parte da Málaga, passa per Tangeri ed arriva a Marrakech, dunque alle porte del deserto del Sahara.  

 

Non torno a Marrakech dal 2009. È una città che mi ha affascinato, a livello culturale e gastronomico, e quindi ho deciso di tornarci per rivivere le esperienze che hanno preceduto io mio trasferimento in Spagna.

Il viaggio sarà lungo e complesso, perché non mi piace fare le cose troppo semplici e banali. Ho deciso questa volta di partire senza auto, mi sono imbarcato ad Algeciras (dove ho lasciato l’automobile nel parcheggio del porto) per arrivare a Tangeri. Dal porto di Tanger Med noleggerò un auto ed inizierò così il mio “viaggio on the road”. Le mete? Tangeri, Larache, Rabat, Casablanca e Marrakech. Prevedo di arrivare alla città rossa in nottata, dove mi aspetta un esclusivo Rihad di lusso nella medina. Dopo ore ed ore di viaggio, ci vogliono tutti i confort per riprendersi, anche l’hamman. 

 

La particolarità di questo viaggio e soprattutto data dal “bagaglio leggero”, per la prima volta nella mia vita partirò con uno zaino anziché con tre valigie.

Infine, se volete provare le mie stesse emozioni, ho creato una playlist su Spotify con tutte le canzoni che mi accompagneranno in questo viaggio. African Trip – Marrakech 2015

Buona Pasqua chicos, se sopravvivo ci vediamo il 7 Aprile! Seguitemi su Facebook, Tritter ed Instagram per tenervi aggiornati!

Per la cronaca: Catullo è venuto con me, Tiberio invece è in una splendida pensione ad Alhaurín El Grande, dove gioca libero e sta con altri cani. Sono in costante contatto con il proprietario della pensione che mi aggiorna con foto e messaggi. Non si è nemmeno accorto che me ne sono andato, ha fatto amicizia con altri cani e si sta divertendo un sacco. 

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Artisti e Giornalisti: ecco come funziona in Italia http://www.robertomantovani.com/artisti-e-giornalisti-ecco-come-funziona-in-italia/ http://www.robertomantovani.com/artisti-e-giornalisti-ecco-come-funziona-in-italia/#comments Tue, 25 Nov 2014 10:24:09 +0000 http://www.robertomantovani.info/?p=2951 Rimango sempre dell’idea che ho fatto bene a trasferirmi all’estero. Ogni volta che ho a che fare con l’Italia riesco sempre ad arrabbiarmi o a rimanere deluso. Oggi vorrei sottoporvi un grande problema che affligge chi si occupa della promozione degli artisti: i giornalisti. Come saprete in Italia c’è una lobby giornalistica che controlla tutto, che decide tutto. È una cricca di personaggi irraggiungibili, un collettivo di superuomini che ha poteri immensi, nonostante la media nazionale dei loro salari ammonti a circa 4,30 Euro l’ora. In questi anni dove ormai ti chiamano presunti giornalisti chiedendoti se vuoi fare un’intervista e, dopo avertela fatta, ti inviano per email la fattura, in questo caos di notizie fatto di carta e blog, dove solamente le condivisioni sociali hanno valore, voglio raccontarvi un fatto che mi è accaduto ieri che mi ha lasciato davvero basito. La storia inizia quando alcuni giorni fa, decisi di contattare un noto sito di informazioni italiano per richiedere un’intervista ad un artista che sta per uscire con il nuovo singolo. Tra un giro di telefonate e l’altro, riesco a parlare con la segretaria della segretaria della sotto-segretaria di qualcuno che mi riferisce che quasi tutte le pubblicazioni della sezione “Spettacolo” sono […]

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Rimango sempre dell’idea che ho fatto bene a trasferirmi all’estero. Ogni volta che ho a che fare con l’Italia riesco sempre ad arrabbiarmi o a rimanere deluso.

Oggi vorrei sottoporvi un grande problema che affligge chi si occupa della promozione degli artisti: i giornalisti. Come saprete in Italia c’è una lobby giornalistica che controlla tutto, che decide tutto. È una cricca di personaggi irraggiungibili, un collettivo di superuomini che ha poteri immensi, nonostante la media nazionale dei loro salari ammonti a circa 4,30 Euro l’ora.

In questi anni dove ormai ti chiamano presunti giornalisti chiedendoti se vuoi fare un’intervista e, dopo avertela fatta, ti inviano per email la fattura, in questo caos di notizie fatto di carta e blog, dove solamente le condivisioni sociali hanno valore, voglio raccontarvi un fatto che mi è accaduto ieri che mi ha lasciato davvero basito.

La storia inizia quando alcuni giorni fa, decisi di contattare un noto sito di informazioni italiano per richiedere un’intervista ad un artista che sta per uscire con il nuovo singolo. Tra un giro di telefonate e l’altro, riesco a parlare con la segretaria della segretaria della sotto-segretaria di qualcuno che mi riferisce che quasi tutte le pubblicazioni della sezione “Spettacolo” sono affidati ad un Freelancer che si chiama Andrea Conti e mi fornisce un indirizzo email. Scrivo a questo indirizzo e, passati giorni, non ottengo alcuna risposta.

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Verifico allora gli altri articoli del sito e scopri l’email riportata è la stessa, nelle varie pubblicazioni noto con piacere che c’è anche un link a twitter, così  vado a visitare così il suo profilo, che nella descrizione riporta:

Giornalista che ama (troppo) il suo lavoro. Scrivo anche di musica e tv per Tgcom24 e costruisco (i miei) sogni.

Ho subito pensato di essere stato fortunato, perché da quello che scrive e da tutti gli articoli che pubblica, sicuramente avrei avuto a che fare con un professionista passionale come me.  Decido così di inviargli una nuova email.

Passa il tempo, ma io non demordo, inizio a pensare che magari questo signore sia stracarico di lavoro e non abbia il tempo di leggere la posta questa settimana. A quel punto mi viene in mente l’ultima spiaggia, l’ultima risorsa, contattarlo via Facebook.

Scopro così che ha un suo account e decido di inviargli un messaggio, nel quale molto educatamente gli chiedo scusa e gli sottopongo la mia richiesta con un’intervista.
Qui viene il bello, questo signore ha letto il messaggio perché ho visto la notifica, ma dopo alcuni minuti dopo mi ha bloccato su Facebook!

utentefacebook

Voglio chiarire questo, non pretendo che il Sig. Conti faccia un articolo al mio artista, ci mancherebbe altro. Ma vorrei un minimo di rispetto come essere umano e come professionista. Mi sarei aspettato un messaggio di risposta del tipo “non mi interessa l’artista” oppure “hai una brutta faccia e con te non ci lavoro”, avrei accettato qualsiasi risposta che fosse stata professionale o antipatica.

Mi sembra assurdo che ci siano personaggi irraggiungibili, soprattutto se sono giornalisti, se sono persone che scrivono cose che leggiamo quotidianamente. Si sta perdendo il rapporto umano, la professionalità ed il buongusto, distruggendo sempre di più questo settore.

Questi comportamenti da prime donne, che si sentono probabilmente invincibili, hanno un po’ rotto le scatole. Sembra di avere talvolta a che fare con divinità che hanno il potere di distruggere o creare un personaggio. Probabilmente sono persone che sopravvivono economicamente parlando, ma gli basta avere il potere mediatico per sentirsi realizzate.




Sapete che vi dico? Rimango a Málaga, nella mia villa fronte mare circondato dai miei cani, dove posso fare il bagno nella mia piscina quando voglio e dove ho scoperto che i valori della vita sono ben altri. Di prime donne squattrinate ce ne sono già troppe in giro – devono ricordarsi però che la ruota gira – prima o poi si viene rottamati, ed io sarò sempre qui nella mia villa a gustarmi i vari golpe mediatici tra giornalistucoli che lasciano il tempo che trovano.

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Squadra che vince non si cambia http://www.robertomantovani.com/squadra-che-vince-non-si-cambia/ Thu, 09 Oct 2014 11:08:04 +0000 http://www.robertomantovani.info/?p=2941 La crisi? Non la sento proprio. Il mio segreto è quello di lavorare con un network di collaboratori che rende possibile ogni progetto creativo. Sono tornato a lavorare nella musica da meno di due anni ed ho intensificato gli sforzi per rientrare come leader. Sono uno che migliora le cose col tempo e non si complica la vita. Caricamento Vedi su Instagram [bra_divider height=’10’]Ho avuto la fortuna di trovare Paula, la mia assistente personale, che mi segue in tutto e rende possibile la realizzazione di qualsiasi idea che mi passa per la mente. Successivamente si sono aggiunti gli altri. Abbiamo così creato una squadra vincente, una squadra di professionisti che nei mesi continua a conquistare terreno nel campo artistico. D’altronde non mi sbaglio mai, quindi non c’è nemmeno da stupirsi. Il mio grande obiettivo è stato raggiunto lo scorso venerdì con l’evento benefico Oracle Rocks. È la prima volta che riesco a fare coesistere tante realtà così differenti: una multinazionale come Oracle ed i suoi dipendenti, artisti emergenti di Música Málaga ed l’associazione Pozos Sin Fronteras che si occupa di costruire pozzi d’acqua in Africa e Sud America. Un successo straordinario che ci ha dato l’opportunità di raccogliere 5000,00 Euro. […]

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La crisi? Non la sento proprio.
Il mio segreto è quello di lavorare con un network di collaboratori che rende possibile ogni progetto creativo. Sono tornato a lavorare nella musica da meno di due anni ed ho intensificato gli sforzi per rientrare come leader. Sono uno che migliora le cose col tempo e non si complica la vita.

Caricamento

Vedi su Instagram

[bra_divider height=’10’]Ho avuto la fortuna di trovare Paula, la mia assistente personale, che mi segue in tutto e rende possibile la realizzazione di qualsiasi idea che mi passa per la mente. Successivamente si sono aggiunti gli altri. Abbiamo così creato una squadra vincente, una squadra di professionisti che nei mesi continua a conquistare terreno nel campo artistico. D’altronde non mi sbaglio mai, quindi non c’è nemmeno da stupirsi.

www.mkhanphotography.com

Il mio grande obiettivo è stato raggiunto lo scorso venerdì con l’evento benefico Oracle Rocks. È la prima volta che riesco a fare coesistere tante realtà così differenti: una multinazionale come Oracle ed i suoi dipendenti, artisti emergenti di Música Málaga ed l’associazione Pozos Sin Fronteras che si occupa di costruire pozzi d’acqua in Africa e Sud America.
Un successo straordinario che ci ha dato l’opportunità di raccogliere 5000,00 Euro.

Sono molto contento, non voglio aggiungere altro.
Posso solamente ringraziare Paula e tutte le altre persone che hanno collaborato come Miguel, Guillermo, Rosa e tutti gli artisti che hanno partecipato al concorso Música Málaga.

Squadra che vince non si cambia quindi… andiamo avanti!

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Francesca Magnoni mi ha intervistato ;) http://www.robertomantovani.com/francesca-magnoni-mi-ha-intervistato/ Tue, 07 Oct 2014 08:34:32 +0000 http://www.robertomantovani.info/?p=2932 Come avrete appreso dai miei profili su Facebook e Twitter, alcuni giorni fa sono stato intervistato da Francesca Magnoni e l’intervista è stata pubblicata sul sito del MEI. Oggi vi ripropongo la versione integrale di questa splendida intervista, tanto per farvi capire il mio lavoro e quanto sia complicato effettuare una promozione radiotelevisiva in Italia. Buona lettura 😉 Caricamento Vedi su Instagram   Roberto Mantovani: un ponte tra Italia e Spagna e 10 anni di attività nel campo della promozione musicale Nel panorama attuale per un giovane artista emergente trovare un buon canale di promozione si sa non è facile. Una volta c’erano i produttori musicali e oggi, complice la crisi e il nuovo che avanza, come fa un artista ad emergere? L’intuizione arriva dalla vicina Spagna del sud dove da anni vive e lavora Roberto Mantovani, trent’anni, originario di Vercelli, un amore smisurato per gli animali, una vita tranquilla, la primavera tutto l’anno nella sua accogliente casa di Málaga, e soprattutto lei, la musica. artisti emergentiAvevo vent’anni quando ho iniziato con Claudio Cecchetto – racconta Roberto dalla meravigliosa terrazza panoramica che si affaccia sul Mediterraneo – e dopo 6 anni di intenso lavoro in cui ho imparato a muovermi […]

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Come avrete appreso dai miei profili su Facebook e Twitter, alcuni giorni fa sono stato intervistato da Francesca Magnoni e l’intervista è stata pubblicata sul sito del MEI. Oggi vi ripropongo la versione integrale di questa splendida intervista, tanto per farvi capire il mio lavoro e quanto sia complicato effettuare una promozione radiotelevisiva in Italia. Buona lettura 😉

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Roberto Mantovani: un ponte tra Italia e Spagna e 10 anni di attività nel campo della promozione musicale

Nel panorama attuale per un giovane artista emergente trovare un buon canale di promozione si sa non è facile. Una volta c’erano i produttori musicali e oggi, complice la crisi e il nuovo che avanza, come fa un artista ad emergere? L’intuizione arriva dalla vicina Spagna del sud dove da anni vive e lavora Roberto Mantovani, trent’anni, originario di Vercelli, un amore smisurato per gli animali, una vita tranquilla, la primavera tutto l’anno nella sua accogliente casa di Málaga, e soprattutto lei, la musica.

artisti emergentiAvevo vent’anni quando ho iniziato con Claudio Cecchetto – racconta Roberto dalla meravigliosa terrazza panoramica che si affaccia sul Mediterraneo – e dopo 6 anni di intenso lavoro in cui ho imparato a muovermi nel settore ho deciso di fare il grande salto. Oggi vivo fuori dagli schemi – continua – lontano dal fragore, la mia giornata è scandita da ritmi lenti, e qui a casa mia i miei collaboratori, gli artisti che mi vogliono conoscere, gli amici di sempre sono i benvenuti. Io sono uno da barbecue, mi piace la vita slow, comoda ma senza fronzoli, mi piacciono i rapporti autentici e schietti.

 

L’avventura spagnola

Il mondo della musica per me è una passione irrinunciabile, ma quando a metà del 2000 ho capito che con quella non ci campavo ho deciso di cambiare strada. Oggi Roberto in Spagna ha il suo quartier generale, è a capo della Mantovani Group (www.robertomantovani.com), una holding che controlla 8 aziende in 5 diversi paesi, il suo core business è nel settore immobiliare ma continua a lavorare nel mondo della promozione musicale, con tutti i contatti che si è costruito negli anni tra l’Italia, la Spagna e altri paesi.

Dal 2007 dopo una vacanza in Andalusia dove ha deciso poi di trasferirsi, ha fatto un piccolo investimento comprandosi casa, ha avviato una collaborazione come editor con la sede di Sony Entertainment di Barcellona e da lì e partita la sua esperienza spagnola.

Roberto non si ferma mai, è un combattivo entusiasta e se gli parli di crisi gli viene l’orticaria: certo quella c’è, afferma, ma se tu sei un imprenditore devi partire ogni giorno con spirito agguerrito, non mollare, soprattutto se credi in quello che fai. Sicuramente ti devi organizzare, diversificare e nulla deve essere lasciato all’ improvvisazione, soprattutto oggi che le cose cambiano in fretta e i soldi sono pochi.

 

Tra numeri e talento

artisti emergentiIl settore discografico poi, non ti da da mangiare – continua Roberto – lui che quando ha lasciato l’Italia lavorava dedicando mille energie e tempo a progetti musicali raccogliendo la maggior parte delle volte briciole. Ha visto tanti che facevano il lavoro di promoter che poi hanno dovuto abbandonare, perché non si sono adattati al cambiamento, il digitale e internet hanno rivoluzionato completamente il mercato: se vuoi offrire un servizio oggi ad un artista devi dare qualcosa di più ampio ma soprattutto misurabile.

Adesso quando ti siedi ad un tavolo di trattativa con una major ti chiedono quanto puoi vendere, quanto fai coi social network, cosa ottieni di riscontro mediatico, quante visualizzazioni hai su youtube e, ahimè, il talento è l’ultima cosa perché contano i numeri.

Roberto, che vanta collaborazioni con Sony Music Entertainment España e Latinoamerica, Warner Music Group ed Edel, riesce a portare in una major 1 o 2 artisti su 10 ed è già buono. Dato poi che le radio passano di rado musica emergente, per fare i famosi numeri ha affrontato il problema alla radice: ha creato un programma radiofonico, compra spazi sulle emittenti e poi ne monitora passaggi e ascolti. Così a chi si rivolge a lui con un budget preciso, può offrire qualcosa di concreto e dimostrabile, senza promettere chimere. Ma il talento, quello, ci vuole.

 

Come avere successo?

In Italia il panorama musicale oggi è troppo viziato dai talent e dai reality show, i giovani si stanno abituando all’idea che se vogliono cantare possono farlo senza quasi preoccuparsi del fatto di avere talento, ma in realtà c’è un sottobosco musicale ricco di cose meravigliose, e quando le scova Roberto è appagato, e allora il suo consiglio è se si ha un’idea buona, è bene iniziare senza inutili intermediari, sedicenti produttori o arrangiatori, meglio allora pagarsi un buono studio di registrazione e autoprodursi. Sicuramente un buon trampolino nella realtà italiana è il MEI – dice- , l’unica vera risorsa che attualmente si rivolge al mercato con un senso, in Spagna non esiste una realtà simile: classifiche, novità, eventi, promozioni, qualcosa insomma di alternativo e collettore di occasioni, dove i media invece ahimè sono assenti.

C’è davvero tanto da fare per lanciare giovani di talento e Roberto, sempre in fermento le pensa tutte: oltre ad avere appena acquistato una frequenza radiofonica a Malaga è coinvolto su più fronti: con Elena, sorella della già affermata cantante Elisa, sta lanciando un progetto di booking a Formentera per occuparsi di tour internazionali per artisti italiani, oltre che seguire anche passioni filantropiche, impegnandosi in progetti che uniscono la musica alla solidarietà; insomma una vulcano in eruzione che in 10 anni ha fatto strada e ora guarda sempre più avanti, una scommessa che vince ogni giorno.


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Quelli che vanno a pisciare e poi non si lavano le mani http://www.robertomantovani.com/quelli-che-vanno-a-pisciare-e-poi-non-si-lavano-le-mani/ Thu, 02 Oct 2014 12:26:16 +0000 http://www.robertomantovani.info/?p=2927 Il divieto di fumare nei locali pubblici è ormai in vigore in quasi tutta Europa. Mi auguro che questo divieto sia esteso anche a chi emette peti, alle persone che vanno a pisciare e non si lavano le mani, agli aliti pesanti, a quelli che si scaccolano e così via. Non so voi, ma io ne ho le scatole piene di andare in giro per negozi o al ristorante e subire l’inciviltà delle persone che mi circondano.     Tanto per rimanere nel tema… vogliamo parlare di quelli che fanno a fare pipì e dopo non si lavano le mani? Fate un test, una prova semplicissima, una cosa che vi ruberà al massimo 5 minuti del vostro prezioso tempo. Entrate in un bagno pubblico, quello di un centro commerciale per esempio, andate a fare pipì e poi cercate di osservare i movimenti delle altre persone. Vedrete che su 10 persone che entreranno nel bagno, solo 2 di queste si laveranno le mani dopo aver fatto i loro bisogni. Poi cercate di immaginare cosa faranno queste persone successivamente: toccheranno oggetti e daranno la mano ad altre persone… Insomma, uno schifo! Sono la tipica persona che al bar non chiede il bicchiere […]

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Il divieto di fumare nei locali pubblici è ormai in vigore in quasi tutta Europa. Mi auguro che questo divieto sia esteso anche a chi emette peti, alle persone che vanno a pisciare e non si lavano le mani, agli aliti pesanti, a quelli che si scaccolano e così via.
Non so voi, ma io ne ho le scatole piene di andare in giro per negozi o al ristorante e subire l’inciviltà delle persone che mi circondano.

 

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Tanto per rimanere nel tema… vogliamo parlare di quelli che fanno a fare pipì e dopo non si lavano le mani?
Fate un test, una prova semplicissima, una cosa che vi ruberà al massimo 5 minuti del vostro prezioso tempo. Entrate in un bagno pubblico, quello di un centro commerciale per esempio, andate a fare pipì e poi cercate di osservare i movimenti delle altre persone. Vedrete che su 10 persone che entreranno nel bagno, solo 2 di queste si laveranno le mani dopo aver fatto i loro bisogni.
Poi cercate di immaginare cosa faranno queste persone successivamente: toccheranno oggetti e daranno la mano ad altre persone… Insomma, uno schifo!

Sono la tipica persona che al bar non chiede il bicchiere d’acqua ma la bottiglia sigillata. Lo stesso mi capita nei ristoranti, ne ho visti alcuni dove ti portano addirittura la brocca. Pensate se quell’acqua è stata versata da una bottiglia dove prima ci ha bevuto a canna qualcun altro.

Vorrei una legge Europea che controlli igienicamente anche le ciotoline con olive, patatine, noccioline dei bar. Le ritengo un focolaio di germi da fare paura pensando a quelli che vanno a pisciare e non si lavano le mani. Lo dico così, tanto per mettere i punti sulle “i” e mettervi la pulce nell’orecchio.

Non credo di essere un maniaco della pulizia, ma credo che in una civiltà moderna ci debbano essere delle regole igieniche imposte, per non parlare dell’educazione.

Riflettete.

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