Gli artisti mi scrivono ogni settimana con lo stesso problema: royalties che non arrivano o arrivano “a spizzichi”, con scuse sempre nuove. Nel solo mese di agosto ho aiutato chi mi ha contattato a recuperare oltre 20.000 Euro di royalties non pagate. È il mio lavoro: sono esperto in editoria musicale e distribuzione digitale e, quando serve, so come far valere i tuoi diritti.
Molti contratti editoriali o di distribuzione sono pieni di clausole vincolanti e abusive: finestre di recesso impossibili, penali mascherate, trattenute extra, report opachi. Il mio consiglio spassionato? Parla con me prima di firmare: spesso basta una lettura attenta per evitare guai. E se hai già firmato, non preoccuparti: c’è sempre una scappatoia!
Il “trucco” dei reseller
Negli ultimi mesi sto intervenendo spesso su modelli piramidali:
- un’azienda reseller ti vende la distribuzione,
- dietro di loro c’è un distributore digitale,
- tu hai un pannello dove non vedi le royalties del distributore,
- i soldi viaggiano distributore → reseller → (forse) artista.
La promessa-bait? “Finisci nel catalogo della major.” Falso per te: che un distributore abbia tra gli azionisti una major non significa che il tuo master entri nel catalogo della multinazionale. Spesso sei solo un numero in una macchina che produce catalogo, non valore per l’artista.
La buona notizia: si può uscire. E si possono pretendere rendiconti dettagliati e il pagamento degli arretrati.
Come lavoro quando devo recuperare royalties
Ogni caso è diverso e richiede esperienza, metodo e una strategia precisa. Quello che posso dirti è che, dove altri vedono un contratto chiuso o una situazione senza via d’uscita, io trovo sempre la falla giusta per svincolarti e per recuperare ciò che ti spetta.
Non c’è una formula magica che si trova online o leggendo un contratto alla leggera: serve sapere dove mettere le mani e avere la competenza per farlo. È qui che entra in gioco la mia esperienza.
Gestire bene il catalogo: dalla confusione alla rendita
Un catalogo “in ordine” non è burocrazia: è reddito ricorrente. Ecco su cosa insisto con i miei artisti:
- Trasparenza totale: pannello con royalties visibili, payout chiari, export CSV.
- Metadati perfetti: titoli, versioni, featuring, producer, editori → zero conflitti.
- Collecting allineata: SIAE/PRO, neighbouring rights, editoria, YouTube/Content ID.
- Controllo territoriale: dove rende e dove no, azioni mirate (promozione, pitching, sync).
- Protezione legale: contratti leggibili, clausole negoziate, diritti di uscita.
- Monitoraggio: report periodici, alert su discrepanze, verifica tassi e trattenute.
Quando questi pilastri sono a posto:
- recuperi ciò che ti spetta (arretrati + flussi correnti),
- eviti perdite future,
- metti a reddito la musica ogni mese, non a sorpresa.
Cosa fornire al primo meeting con me
- Contratti firmati + eventuali appendici.
- Ultime fatture e bonifici ricevuti.
- Screenshot/export del tuo pannello (se sei in mano a un reseller).
- Elenco ISRC/UPC per release e versioni.
- Eventuali report CSV già in tuo possesso.
Insieme stimiamo quanto ti devono, capiamo se il tuo contratto ti blocca davvero (spesso no) e impostiamo il percorso di recupero e migrazione.
Perché devi agire adesso
Ogni mese senza controllo significa soldi che restano sul tavolo. Se in agosto—il mese più “lento” dell’anno—ho recuperato oltre 20.000€, immagina cosa si può fare quando il mercato è a pieno regime.
Vuoi capire quanto ti devono (e come riprenderti la tua musica)? Fissa un meeting con me.
Fissa un Meeting!
