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Spotify e il rischio del bundling: cosa significa per autori ed editori musicali

Spotify e il rischio del bundling: cosa significa per autori ed editori musicali

Negli ultimi anni lo streaming ha rivoluzionato il modo in cui la musica viene fruita e monetizzata, ma non senza conseguenze inattese per chi la crea. L’adozione aggressiva del bundling – cioè l’inclusione della musica in pacchetti che offrono anche audiolibri, podcast o altri servizi digitali – sta rimodellando gli equilibri economici dell’intero settore. Comprendere come funziona questa pratica e quali ricadute ha sulle royalty è indispensabile sia per i grandi editori sia, soprattutto, per gli artisti indipendenti che si affidano quasi esclusivamente ai proventi delle piattaforme.

In questo articolo analizzeremo in modo chiaro che cos’è il bundling, perché riduce le entrate di songwriter ed editori, quali sono le cifre già in gioco e cosa potrebbe accadere con i prossimi negoziati Phonorecords V. Chiuderemo con alcune riflessioni pratiche e un invito ad agire, perché conoscere il problema è solo il primo passo verso la sua soluzione.

1. Cos’è il bundling?

Con bundling si intende la pratica commerciale di vendere più prodotti digitali in un unico abbonamento: ad esempio musica in streaming + audiolibri + podcast. L’utente paga un solo prezzo mensile e ottiene accesso a tutti i servizi inclusi. Dal punto di vista delle piattaforme, il bundling consente di:

  1. Aumentare l’ARPU (ricavo medio per utente) senza apparire come un semplice aumento di prezzo.

  2. Ridurre il churn: chi usa più servizi è meno propenso ad abbandonare l’abbonamento.

  3. Spalmare i costi di licenza (più alti sulla musica) su voci che costano meno o sono interamente proprietarie.


2. Perché il bundling riduce le royalty musicali

La normativa USA (Sezione 115 del Copyright Act) impone che, quando un servizio è venduto in bundle, si applichi una formula di allocazione:

Quota musica = prezzo ipotetico del solo servizio musicale ÷ somma dei prezzi ipotetici di tutte le parti del pacchetto

Solo la quota risultante viene considerata “ricavo musicale” su cui calcolare le royalty meccaniche (15,35 % con l’accordo Phonorecords IV). Ecco perché succede che:

Scenario Prezzo pagato dall’utente Ricavo attribuito alla musica Royalty (15,35 %)
Abbonamento solo musica 10 $ 10 $ 1 ,535 $
Bundle musica + audiolibri 15 $ 7 ,50 $ (50 %) 1 ,151 $

L’utente spende di più, ma agli autori va di meno. Il resto del flusso di cassa viene classificato come “servizio non musicale” e non è soggetto alle stesse royalty.


3. L’impatto economico finora

  • 230 milioni di dollari di introiti persi da songwriter ed editori nel primo anno di applicazione del bundle Spotify (stima NMPA, giugno 2025).

  • Proiezione di 3,1 miliardi di dollari di mancati guadagni entro il 2032 se la pratica non verrà corretta.

  • Amazon Music ha adottato un bundle simile nel novembre 2024, causando un calo del 40 % della quota musicale versata agli aventi diritto nei tre mesi successivi.

Se Apple Music o YouTube Music dovessero imitare il modello, il danno si moltiplicherebbe e potrebbe diventare strutturale.


4. Da Phonorecords IV a Phonorecords V: la posta in gioco (2028-2032)

Phonorecords IV (2023-2027) ha innalzato il tasso di royalty meccaniche al 15,35 %, ma non ha fissato un pavimento minimo alla quota attribuita alla musica nei bundle. I negoziati per Phonorecords V, che determineranno le royalty dal 2028 al 2032, saranno cruciali per:

  1. Garantire una quota minima di ricavo musicale nei pacchetti.

  2. Limitare l’uso della licenza obbligatoria quando un servizio modifica la natura dell’offerta.

  3. Introdurre correttivi automatici e penali in caso di sottostima della componente musicale.


5. Perché gli artisti indipendenti sono i più esposti

Le major possono compensare i tagli con merchandising, sincronizzazioni e anticipo sul catalogo; un autore indie, invece, dipende soprattutto dalle royalty meccaniche. Se queste si assottigliano, si riduce la liquidità necessaria per produrre nuova musica e promuoverla. In scenari estremi, il bundling può trasformarsi in una condanna alla chiusura di carriera per chi non dispone di altre entrate.


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Il bundling non deve per forza essere una trappola: con la giusta strategia può diventare un’opportunità, purché tu sappia far valere i tuoi diritti.