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Dalla musica alla tavola: tutto quello che (non) dovevo raccontare a "Little Big Italy"

Dalla musica alla tavola: tutto quello che (non) dovevo raccontare a "Little Big Italy"

Ci sono esperienze che arrivano quasi per caso… e poi finiscono per raccontare molto più di quanto ti aspettassi.

Lo scorso anno ho avuto l’occasione di partecipare a una puntata di Little Big Italy, prodotto da Banijay, e finalmente posso dirlo: la puntata andrà in onda lunedì 27 aprile 2026 alle 21:30 su NOVE (ed è già disponibile su Discovery+).

Ora, mettiamola così: ero una versione di me stesso con circa 24 kg in più, probabilmente con meno filtro e decisamente più fame . E forse è stato proprio questo il bello.

  Guarda su Discovery+

Un’esperienza fuori dagli schemi

Partecipare al programma non è stato solo “andare in TV”. È stato un mix surreale di situazioni, risate, momenti completamente improvvisati e altri in cui mi sono ritrovato a raccontare cose che non pensavo avrei mai condiviso in quel contesto.

Sì, perché tra una portata e l’altra, tra un giudizio serio e uno totalmente discutibile (il mio, ovviamente), ho avuto anche la possibilità di parlare del mio passato e della mia carriera nel settore musicale.

E lì è successo qualcosa di curioso:
in mezzo a piatti di pasta e discussioni su cosa sia “veramente italiano”, mi sono ritrovato a raccontare un pezzo della mia storia.

Non era previsto.
O forse sì.

Ma è venuto fuori in modo naturale, senza costruzioni, senza filtri. Ed è stato uno dei momenti più autentici di tutta l’esperienza.

Le persone fanno tutto

Gran parte del merito va alle persone che ho incontrato.

A partire da Francesco Panella, che non è solo un grande professionista, ma una persona con una capacità rara: quella di metterti a tuo agio anche quando sei completamente fuori dalla tua comfort zone. E fidati, io lo ero.

Poi Giovanni e Francesca, compagni di avventura con cui si è creata subito un’alchimia fatta di battute, prese in giro e momenti che probabilmente capivamo solo noi.

E Tito… trascinato dentro questa esperienza quasi per caso, ma capace di viverla con un’ironia e una leggerezza che hanno reso tutto ancora più memorabile.

Málaga, il cibo e il caos organizzato

La puntata è ambientata a Málaga, in tre ristoranti che hanno portato in tavola non solo piatti, ma vere e proprie interpretazioni dell’Italia:

  • Ostería Angelino Málaga
  • Maninpasta
  • Radici Osteria Italiana

Chi ha fatto meglio?
Bella domanda.
La risposta… ovviamente non te la do

Dietro le quinte

Come sempre, quello che non si vede è spesso la parte più importante.

Uno staff incredibile, persone che lavorano con precisione, passione e una pazienza fuori dal comune (soprattutto quando hanno a che fare con me).

Un grazie speciale anche a chi ha curato la mia immagine:
Ombra Zanini, che è riuscita nell’impresa di darmi un senso estetico anche in una fase “+24 kg edition”, e Julia Mateo, che ha fatto sembrare tutto sotto controllo… anche quando non lo era affatto.

Perché guardarla

Non aspettarti perfezione.
Non aspettarti un copione impeccabile.

Aspettati qualcosa di vero, spontaneo, a tratti assurdo.

E sì, magari anche qualche “cazzata” detta con estrema convinzione.

Alla fine, è questo il bello.

Ci vediamo lunedì.
E poi ne riparliamo